KiteSurf

Cos' è

Il kitesurf è una variante naturale del surf, al quale è stata aggiunta una vela che,  collegata  a  delle  linee di circa 25 metri d’altezza,  sfrutta la forza del vento per generare trazione.

Tutto questo consente, a chi lo pratica, di effettuare spettacolari salti e compiere vere e proprie acrobazie e, negli ultimi anni, è riuscito ad appassionare migliaia di sportivi diventando disciplina olimpica dal 2020 ufficialmente presente.

  Il Kite surf nell'arco degli anni si è sviluppato e diviso in diversi stili e discipline tra cui:

  • Freestyle - ove vengono realizzati trick e rotazioni di qualsiasi genere. Si avvicina molto allo snowboard e skate;
  • Freeride - con free-ride si intende il divertirsi facendo kite ”normalmente” anche solo per apprezzare il senso di libertà dato da questo sport;  Kite Speed (Velocità) - consiste nell’effettuare gare di velocità cercando di stabilire nuovi record utilizzando una speciale tavola. Attualmente il record stabilito è di 48 nodi;
  • Formula Kite (Racing Course) - consiste nello sfidarsi, sia in velocità che utilizzando tattiche differenti di regata lungo un percorso;
  • Kite Foil - consiste nel fare kitesurf con una tavola da Hydro Foil;  Slalom - una gara che consiste nel fare slalom tra boe;
  • Kite Wave - consiste nel fare kite tra le onde con una tavola direzionale simile ad un surf;
  • Big Air - consiste nell’effettuare grandi salti col kite.

L’International Kiteboarding Association (IKA) è l’organizzazione che si occupa di gestire e amministrare il kitesurf  a livello mondiale.

La IKA è riconosciuta dalla Word Sailing l’organo responsabile di governare la Vela a livello mondiale (dal windsurf fino al kitesurf e alla Coppa America), che a sua volta è riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale.

Le Classi di Kite riconosciute dalla IKA sono:

  • Formula Kite (Course Racing)
  • Kite Foil Gold Cup
  • Slalom
  • Kite Expression, che raggruppa discipline come Freestyle, Big Air, Kite Wave, Kite Park.

Imparare il Kitesurf

Il Kitesurf ha preso spunto da una serie di altri sport, che hanno avuto una grande influenza su di esso,  come il wakeboard, lo snowboard, il windsurf,  il surf e il parapendio.

Pertanto le persone che praticano uno o più dei suddetti sport  possono trarre vantaggio nell’apprendimento del kitesurf, da una sorta di predisposizione pregressa.

Ad ogni modo, anche coloro che non hanno mai praticato nessuno degli sport nominati in precedenza, possono imparare il kite rapidamente: il kite può sembrare difficile e complicato, ma è, invece, uno degli sport acquatici più facili da imparare e solitamente il tempo di apprendimento risulta molto breve.

La maggior parte delle persone sono in grado di poter fare le prime planate dopo appena poche ore di lezione ma soprattutto non richiede assolutamente forza fisica.

Chi pratica il kite surf ha un sacco di benefici dal punto di vista fisico: infatti per la pratica del kitesurfing si utilizza tutto il nostro corpo, dalle gambe - utilizzate per spingere sulla tavola e contrastare la potenza del kite, fino alle braccia - utilizzate per controllare e manovrare l’aquilone.

Evitare il “fai da te”

E’ consigliato  frequentare un corso  per apprendere e praticarlo in totale sicurezza, in quanto il kitesurf resta pur sempre una disciplina potenzialmente rischiosa che richiede conoscenza dei fattori metereologici, delle caratteristiche di volo dell’ala, dei sistemi di sicurezza, delle principali regole e norme di navigazione.

Il kitesurf in tutte le spiagge d’Italia è praticabile tutto l’anno, ma nel periodo della stagione balneare bisogna osservare i relativi divieti disposti dalle autorità locali, utilizzando le apposite corsie di lancio autorizzate .


Storia

Intercettare l’inizio di questa favola non è semplice !

Molte persone si detengono il primato di pionieri ma con molte perplessità e trovare la vera origine è quasi impossibile.

Chiunque sia stato il più grande contributo c’è stato dato dai fratelli Bruno e Dominique Leigagnoux coloro che diedero il vero deciso impulso alla nascita dello sport inventando il primo LEI (leading edge inflatable) kite.

A seguito di innumerevoli prototipi di tutti i generi è nell’anno 1989 che la loro ala raggiunge requisiti di efficienza, stabilità e capacità di rilancio tali da poter realmente costituire il prodotto capace di rendere il kiteboarding praticabile dagli appassionati.

Ora l’azione si trasferisce a Maui Hawaii dove i pionieri dello sport iniziano ad impiegare non solo i primi Wipika a bladders (brevetto Leigagnoux brothers..) ma anche ali a cassoni non rilanciabili dall’acqua quale il Flexifoil Blade. La “kite crew” è composta da windsurfisti e non quali: Manu Bertin, Flash Austin, Eliot Leboe (ex windsurfing tester di una nota rivista americana), Lou Wainman, Rush Rande, Robby Naish, Pete Cabrinha, Fadi Issa, Dylan Gramfyre, Francesco Moretti, Mauricio Abreau e tanti altri. All’inizio però pare che la pratica del kiteboarding comporti una profonda limitazione: non si riesce a bolinare. E così nasce il gruppo dei cosiddetti downriders. Giungono sopravento alla spiaggia di Hookipa e di lì iniziano a navigare verso Kanaha beach park.

Combinando lo shape della tavola e la misura del kite risalire il vento diventa possibile. Si può così affermare che il kiteboarding si concretizza come sport marino “autonomo” verso la fine del 1997/98.

Nel 1999 la vera rivoluzione e il “boom” di questo sport: L’interesse di aziende di Windsurf, Parafly, Aquilonismo, come Wipika, Naish Sails, Advance, Challenger, Mosquito, Peter Lynn, che iniziano a credere in questo sport, rendono possibile una concreta affermazione del kitesurfing.
Tutto il resto è storia moderna e guardando al mercato non ci sarà da stupirsi.
La favola continua e ci farà volare non solo con i sogni!